“Se sei buono, se mi vuoi bene allora…”. Libertà e diritto di dire no.

Il carattere “Masochista”, il quarto in ordine di sviluppo secondo Lowen, vive oscillando in continuazione tra la paura di vedersi negato l’amore nel momento in cui prova ad affermarsi e il senso di colpa quando asseconda i propri impulsi.

Man mano che si raggiunge l’autonomia di sperimentarsi, di esplorare la realtà che ci circonda, per poterla conquistare, tra i 2 e i 3 anni si acquista il diritto di “essere indipendente.

La frustrazione di questo diritto è alla base del carattere masochista a cui viene negata la possibilità di affermare “Io sono libero. Posso dirti no. Lasciami” senza la paura di sentirsi in questo modo negare l’amore.

E’ il bambino che manca della capacità di dire “No” con chiarezza e della capacità di staccarsi dall’altro per cui dipende, a causa dell’esperienza fortemente condizionante di una madre invasiva, assillante, persuasiva e ricattatoria.

Il bambino crescerà nel senso di colpa ogni volta che cercherà di assecondare i suoi impulsi quando questi sono contrari al condizionamento subito quale ad esempio “se sei bravo, lo devi fare”, “se sei buono, non lo puoi fare” oppure “se mi ami lo devi fare”, ecc.. Il bambino vive sotto la costante minaccia del “se sei indipendente mi perderai” della madre per cui è costretto a rinunciare a se stesso e alla libertà di esprimersi, affermarsi e di essere autonomo che si tradurrà in “non posso” oppure “non devo”. Il copione seguirà lo schema “va bene mi arrendo, soffro un pò pur di non perderti”.

Sarà dunque un bambino che appare sempre disponibile, accettante, aperto ad ogni richiesta e sacrificio dando per scontato che gli altri lo apprezzeranno per la sua capacità di sopportare e per la sua pazienza.

Questo però darà luogo ad una percezione di ambiguità perché veicola il messaggio più o meno implicito che si sta rinunciando al proprio piacere per accontentare l’altro (ad esempio “accetto di andare all’università per accontentarti, ma non riesco a laurearmi non sarà colpa mia”). Ciò alimenterà la diffidenza ed il sospetto che tutti vogliano approfittarsi della propria disponibilità.

Il tutto può essere racchiuso nell’espressione “Si, ma..”.

Un’altra delle caratteristiche del carattere masochista è la lamentosità e la tendenza a provocare la rabbia negli altri attraverso affermazioni del tipo “mi stai facendo soffrire ed è colpa tua”. Altra qualità che suscita nell’altro insofferenza e rifiuto è la capacità di suscitare un frustrante senso di impotenza: quando si trova di fronte ad un problema il carattere masochista reagirà con un atteggiamento disfattista del tipo “non c’è più niente da fare”, “non c’è soluzione”.

Amici, partners e familiari che hanno a che fare con un carattere di questo tipo hanno la percezione di sentirsi soffocare, di essere in trappola con conseguente istinto di ribellarsi.

Il bambino ha davvero una forte difficoltà a uscire da questi schemi perché da una parte prevedono sacrificio e dolore, dall’altra l’identificazione con il figlio ingrato e degenere che non apprezza consigli e richieste materne.

Stimolare la rabbia negli altri è un modo rassicurante per sentirsi confermati nella loro esperienza di vita che si racchiude nel “è sempre stato così e così sarà sempre”.

Di fronte alla rabbia altrui, pur sembrando un paradosso, reagirà non comprendendone il motivo o cosa può aver fatto per meritarselo ed il tutto sarà vissuto con una profonda tristezza.

Per poter sentire il bisogno di cambiamento il carattere masochista avrà bisogno di uno stimolo molto potente ed efficace oltre che a molta energia.

Il corpo del carattere masochista è dunque poco mobile, con le spalle ricurve in avanti e con molta energia compressa. I suoi occhi esprimono malinconia e profonda tristezza come a voler dire “non c’è niente da fare, non ci sarà mai fine a questa sofferenza e ingiustizia”.

(Leggi anche Questione di Carattere, Il carattere Schizoide, Il carattere Orale, Il carattere Psicopotico).

Dott.ssa Eleonora Cittadino, Psicologa

Ordine Psicologi Toscana n. 7506

Allieva dell’Istituto Psicoumanitas Pistoia | Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ad approccio Umanistico e Bioenergetico

338 4251947 – eleonora.cittadino@tin.it


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