Terapia o Meditazione..?!

La terapia ci consente di scendere nel profondo del nostro inferno personale e per farlo abbiamo bisogno di una guida che ci accompagni, ovvero di un terapeuta che abbia attraversato lui stesso il proprio inferno, si sia imbattuto nei suoi pericoli e abbia trovato la via per uscirne così come come Dante nella Divina Commedia.

La meditazione dal suo canto i permette di acquietare la mente e di sentire i suoni della nostra anima.

Un’analisi o una terapia che si concentra solo sul sintomo o sul disturbo in se diminuisce la sua efficacia in quanto non prende in considerazione l’individuo nella sua totalità.

Pensare di risolvere i propri conflitti emotivi solo ed esclusivamente con il ragionamento cosciente è azzardato così come lo è pensare di farlo solo con la meditazione o altre tecniche di rilassamento e consapevolezza psicocorporea.

La maggior parte delle nostre azioni e dei nostri comportamenti è guidata da sentimenti e impulsi di cui non sempre abbiamo consapevolezza.

Lo scopo dell’analisi è quello di portare alla coscienza questi aspetti inconsci, per quanto minacciosi possano essere, utilizzando metodi che non sempre però raggiungono una profondità  tale da promuovere un cambiamento significativo anche quando le persone diventano consapevoli dello loro motivazioni più recondite.

Ogni conflitto psicologico è inoltre strettamente interconnesso alle tensioni muscolari croniche, sulle quali la mente non ha alcun controllo. Le emozioni inespresse infatti si riversano sul corpo, ovvero si trasformano in tensione per quei muscoli che dovrebbero essere coinvolti nella sua espressione.

La terapia bioenergetica è dunque più potente della sola analisi verbale o della sola meditazione perché pone attenzione anche alle zone di rigidità e tensione cronica strutturate nel corpo della persona e la aiuta a perderne contatto e scioglierle attraverso esercizi specifici senza per questo trascurare l’analisi verbale. 

I sentimenti repressi sono generalmente troppo spaventosi per la persona – altrimenti non li avrebbe relegati nell’inconscio – per cui per poter essere liberati diventa necessario il sostegno e la comprensione scevra da giudizi di un terapeuta che lo accompagni alla scoperta del suo inconscio. Il terapeuta sarà tanto più efficace quanto più a fondo avrà indagato il suo mondo ignoto.

La terapia può essere paragonata al viaggio di Dante raccontato nella Divina Commedia. Quando si perde nella selva oscura chiede aiuto a Beatrice, la sua protettrice celeste, la quale lo affida a Virgilio poiché la via del ritorno attraversa l’inferno ed il purgatorio. Dante nel suo percorso vede le pene che affliggono i peccatori. Il tragitto è tortuoso e pericoloso, sa che se fa un passo falso rischia di rimanere bloccato in qualche girone infernale. E’ solo grazie alla guida di Virgilio che riesce ad uscirne sano e salvo.

La persona in terapia fa un’esperienza simile, nel suo percorso verso la conoscenza di sé e la risoluzione delle sue difficoltà. Il suo inferno è costellato da sentimenti dolorosi (disperazione, rabbia, paura, umiliazione ecc.) che reprime per sopravvivere e non esserne sopraffatto.

Nel corso della vita viviamo momenti di gioia, ma il più delle volte ci sentiamo sull’orlo di un precipizio e l’unico modo di uscire da questa precarietà è fare come ha fatto Dante: esplorare le profondità del nostro essere gettando luce sul nostro mondo inconscio. In questo modo l’inferno viene distrutto giacché può esistere solo nell’oscurità. Lo stesso vale per i sentimenti repressi: una volta portati alla coscienza e accettati non possono più tormentarci.

In Oriente sanno bene quanto sia importante sottrarsi al controllo della mente per poter scendere nel profondo del proprio sé. La meditazione è una delle tecniche che ci consente di farlo ed ha semplici regole: trovare uno spazio tranquillo, lontano dai rumori e dalle distrazioni del mondo esterno dove potersi sedere nella posizione del loto oppure sulle ginocchia.

Generalmente si recita un mantra, si emette dunque un suono continuo, che tuttavia non è indispensabile. Ciò che davvero conta è la respirazione profonda che aiuta a rilassarsi.

Il punto però è che questo non ci permette di sciogliere quelle tensioni croniche di cui non siamo consapevoli, per cui per liberare il corpo da queste catene per la maggior parte delle persone è necessario un percorso analitico in cui potere elaborare i propri blocchi oppure un trattamento a livello fisico.

Gli esercizi di bioenergetica con la relativa analisi verbale attraverso il colloquio mirano a questo. Solo quando mente e corpo sono perfettamente allineati armonicamente nel qui ed ora si può vivere pienamente il presente.

Perché mai quindi scegliere tra l’una e l’altra quando possono essere integrate in un unico percorso costruito sulle caratteristiche e le esigenze della persona?

Intanto che aspetti cosa scegliere il tempo passa e non torna più. In ogni caso se vuoi essere sicuro di non sbagliare scegli sempre te stesso. Una decisione può cambiare la tua vita.

 

Dott.ssa Eleonora Cittadino, Psicologa

Ordine Psicologi Toscana n. 7506

Psicologa Clinica e della Salute, esperta in tecniche di rilassamento e consapevolezza. Allieva Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ad approccio Umanistico e Bioenergetico | Pistoia

338 4251947 – eleonora.cittadino@tin.it

Centro Kairos | Porcari – Via Pacini, 6

Centro Medico D33| Lucca – Via Salicchi, 978 – S. Marco

 


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