Sorrisi smascherati da sguardi carichi di emozioni diverse

Il nostro volto è la parte del corpo più esposta al mondo esterno ed anche quella più espressiva. Attraverso di esso comunichiamo all’altro i sentimenti che stiamo provando anche quando facciamo di tutto per tenerli nascosti.

Spesso le persone dal volto felice stanno cercando di mascherare la tristezza: il sorriso fisso è la maschera che più comunemente le persone indossano. Serve a coprire tristezza, rabbia, paura alla scopo ad esempio di risultare più simpatico ed essere accettato. Ma questa facciata in privato rivela ben altro. Talvolta è un atteggiamento inconsapevole in cui la persona si identifica con la faccia sorridente mentre il corpo esprime i suoi reali sentimenti. Vi è dunque una scissione che, da una parte distrugge l’integrità della sua personalità, e dall’altra spoglia il corpo della sua grazia naturale fino a minacciarne la sua salute.

Reprimere nel corpo i sentimenti spiacevoli e dolorosi sottopone gli organi interni a forte stress. Una persona ad esempio che nega tristezza e rabbia da lungo tempo è più vulnerabile alle cardiopatie.

Un’altra comune maschera indossata dalle persone è quella del “pagliaccio”. Qui come in quella precedente vi è la presenza del sorriso, ma con una sfumatura diversa nell’atteggiamento che in questo caso veicola il messaggio che la situazione della persona non è grave anche quando non è così. Si tratta del classico comportamento clownesco o il mezzo sorriso sardonico adottato da chi da bambino è stato umiliato e ferito dai genitori per cui si è visto costretto a negare le sopraffazioni subite per salvare la faccia e non rinunciare al proprio senso di sé.

Molte persone fanno di tutto per non lasciar trasparire le emozioni che provano perché mostrarle potrebbe comportare la perdita della loro posizione sociale.

In Oriente è un atteggiamento naturale radicato fin dall’infanzia, non per dissimulare i propri reali sentimenti proiettandone di opposti, ma per esaltare la vita contemplativa. La loro è infatti una maschera placida. In questo modo non vi è una scissione della personalità e il corpo rimane aggraziato. Essere aggraziato è un modo di essere naturale, il Tao.

A smascherare un sorriso genuino da uno contraffatto sono gli occhi: un sorriso vero è come un’onda che illumina il volto e fa brillare gli occhi. Lo sguardo assente è come una casa vuota.

Si possono a volte trovare sguardi assenti o così spenti che paiono riverberare la morte, una morte emotiva e non fisica.

Gli occhi sono come finestre attraverso cui guardiamo il mondo e al contempo siamo visti. E come le finestre, anche gli occhi hanno degli scuri o delle persiane: quando abbassiamo le ciglia non solo escludiamo il mondo, ma ci nascondiamo dagli occhi altrui che ci osservano.

Se guardassimo in profondità negli occhi dell’altro vi troveremmo paure, dolori, tristezze, rabbia, sentimenti questi che però le persone non vogliono rivelare perché culturalmente significherebbe in qualche modo perdere la faccia, risultare poco piacevoli, pertanto facciamo di tutto per nascondere a noi e agli altri quelle che erroneamente definiamo debolezze, come in un tacito accordo dove io non guardo nel tuo animo e tu non guardi nel mio.

Questa sorta di buona educazione, che non ci permette di spingerci dietro la maschera dell’altro, non ci fa “vedere” veramente la gente.

Persino quando ci si saluta, raramente lo si fa guardandoci negli occhi: sbrigativamente e  in modo automatico rispondiamo “bene” anche se questo non rispecchia davvero il nostro sentire del momento.

Il contatto oculare è un modo per stabilire un collegamento energetico con un’altra persona, un modo diverso di toccarsi. Basti pensare alle volte in cui abbiamo la sensazione che qualcuno alle nostre spalle ci stia guardando.

Gli occhi non hanno dunque solo una funzione visiva, ma anche relazionale. Se lo sguardo tra due persone è tenero e affettuoso può suscitare amore quindi avvicinamento, se è carico di odio o di rabbia porta all’allontanamento oppure può immobilizzare l’altra persona.

In Analisi Bioenergetica si cerca di ristabilire e promuovere il contatto oculare autentico con l’altro. All’analisi verbale, si associano esercizi specifici che sciolgono i blocchi che si instaurano a livello del segmento oculare e che generano tensioni che possono sfociare in disturbi visivi, mal di testa ecc. Partendo dalla respirazione, passando per il Grounding, uno degli esercizi base della Bioenergetica, fino ad arrivare a quelli specifici legati alla zona oculare si produce un aumento del livello energetico. Ciò permette di ristabilire il giusto equilibrio espressivo dove l’emozione provata è la stessa che viene espressa in maniera autentica non solo dal volto, ma da tutto il corpo il cui movimento torna ad essere fluido ed aggraziato.

Dott.ssa Eleonora Cittadino, Psicologa

Ordine Psicologi Toscana n. 7506

Psicologa Clinica e della Salute, esperta in tecniche di rilassamento e consapevolezza. Allieva Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ad approccio Umanistico e Bioenergetico | Pistoia

338 4251947 – eleonora.cittadino@tin.it

Centro Kairos | Porcari – Via Pacini, 6

Centro Medico D33| Lucca – Via Salicchi, 978 – S. Marco

 


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