Legami che prosciugano: 7 caratteristiche dell’amore insano

Obiettivi in comune ed esperienze condivise, ma anche fiducia, impegno, fedeltà, rispetto dell’altro e capacità di trovare un compromesso tra i legittimi bisogni, desideri e aspirazioni di entrambi sono gli ingredienti imprescindibili delle coppie che vivono relazioni sane e durature.

 
Erich Fromm (psicoanalista e sociologo tedesco) diceva che “se l’amore è un’arte, allora richiede sforzo e saggezza“.
 
Nelle fasi iniziali di un rapporto, si sa, ognuno tende a mostrare la parte migliore di sé e per contro l’altro tende a idealizzarlo: dopo la prima fase dell’innamoramento, ne subentrano altre in cui emergono anche i limiti e gli aspetti meno “brillanti” del partner. Qui nascono le prime incomprensioni, delusioni e conflitti, se poi manca una reciproca capacità di comunicare si può arrivare alla crisi vera e propria.
 
L’amore richiede onestà ed integrità personale, fiducia, impegno, fedeltà, rispetto dell’altro come distinto da sé e capacità di trovare un compromesso tra i legittimi bisogni, desideri e aspirazioni di entrambi. L’amore sano è dunque un accrescimento e uno scambio reciproco tra persone che si amano e si percepiscono al medesimo livello: un amore maturo caratterizzato da autonomia e compartecipazione, caratteristico di quelle coppie con obiettivi in comune ed esperienze condivise, il quale non è difficile da raggiungere, quanto piuttosto mantenerlo nel corso della vita. La sua realizzazione è associata a sicurezza ed appagamento (Guerreschi, 2011).
 
L’amore è insano quando mancano tutti questi aspetti, ovvero quando nella relazione che stiamo vivendo:
 
1. avvertiamo ripercussioni nel quotidiano: stress, disturbi del sonno, scontrosità, emicranie, smemoratezza, stanchezza, apatia, cambi repentini di umore che si riflettono sul lavoro, gli interessi, le famiglia e gli amici. La giornate e i pensieri sono totalmente monopolizzati dall’altro da non riuscire ad assolvere ai nostri impegni;
 
2. agiamo per ottenere l’approvazione dell’altro e lo giustifichiamo quando questo non accade: sminuiamo i nostri bisogni e quando questi non vengono soddisfatti allora scusiamo l’altro con frasi del tipo “Non fa nulla, dopotutto è stanco!” o ancora “In fondo ha ragione, potrei evitare di chiedere!”. Calpestiamo quello che realmente siamo pur di ottenere riconoscimento ed approvazione ed evitare il dolore e la frustrazione legate al non essere considerati;
 
3. nella relazione prevalgono insoddisfazione, insicurezza, ansia, paura;
 
4. emotivamente ci si sente sulle montagne russe: l’altro ci svaluta, ci colpevolizza, mentre al contempo giura amore eterno. Avvertiamo ambiguità, incostanza e incoerenza, imputando tutto questo a noi. Cerchiamo di spiegare anche le cose più elementari, ma l’altro sembra non comprendere. Dubbi e incertezze ci assalgono e ci disorientano;
 
5. l’altro ci fa sentire inadeguati facendoci leva: si nutre dei nostri dubbi e incertezze portandoci a desistere dal realizzare ciò che vogliamo (“ha ragione lui!” o ancora “Se non mi accompagna a casa va bene, non voglio essere un peso!”);
 
6. aumenta il senso di solitudine e di impotenza: sentiamo di stare in un rapporto che non ci fa crescere né come coppia, né come individui. Ci sentiamo bloccati, impantanati e non riusciamo a intravedere l’uscita, come se fossimo all’interno di un vortice;
 
7. l’autostima e l’identità vengono minate alle fondamenta: l’altro, come la goccia che scava la roccia, corrode i nostri valori, certezze, punti di riferimento, plasmandoci fisicamente e psicologicamente tanto da non sapere più cosa vogliamo, di cosa abbiamo bisogno o è giusto per noi stessi. Le cose che prima ci rendevano felici, oggi sembrano superflue.
 
Se nella propria relazione sono presenti più di una di queste caratteristiche allora è molto probabile trovarsi in un rapporto poco sano.
 
Attenzione alla convinzione “a me non può succedere”: è un errore di giudizio che produce una sottostima del rischio che si corre personalmente e senza rendercene conto, possiamo andare incontro a relazioni che lentamente ci prosciugano.
 
Se ti ritrovi in alcune di queste descrizioni e lo desideri puoi contattarmi per un appuntamento.
 

Dott.ssa Eleonora Cittadino, Psicologa
338 4251947  – eleonora.cittadino@tin.it

Ordine Psicologi Toscana n. 7506

Allieva dell’Istituto Psicoumanitas Pistoia | Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ad approccio Umanistico e Bioenergetico


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